L'ambiguità è una condizione in cui esiste più di un significato possibile,e che porta con sé mancanza di chiarezza,confusione e incertezza.In giapponese essere ambigui è di solito è tradotto con aimaina.
I giapponesi in genere sono tolleranti con l'ambiguità,che da molti è considerata caratteristica della cultura del paese.L'uso dell'aimai,anche se le persone non ne sono consce,è considerato positivamente in Giappone.
Inoltre la lingua giapponese,più di ogni altra enfatizza l'ambiguità:esprimersi in modo indiretto è ciò che ci si aspetta nella società giapponese.
La geografia giapponese ha avuto una forte influenza sullo svilupparsi di questa caratteristica : il Giappone è un 'isola,ed ha potuto svilupparsi in uno stato di relativo isolamento.Essendo anche in prevalenza montuoso e senza una grande estensione di terre abitabili,gli abitanti si sono trovati a vivere in comunità ristrette in cui ciascuno era conosciuto dall'altro.Il concetto di wa(armonia)divenne importante nella vita dei giapponesi perchè aiutava a mantenere unite le comunità.
Anche la coltivazione del cibo più importate del Giappone,il riso,ha avuto un grosso peso nella nascita dell'aimai:il lavoro di semina,irrigazione e raccolta veniva condiviso dalla comunità allo scopo di ottenere una forte produzione in uno spazio limitato.Non si poteva coltivare il riso senza aiuto reciproco:occorreva cooperare.
In questo clima si creò una sorta di 'legge dell'unanimità':le persone non andavano contro i desideri del gruppo per il timore di essere escluse dalla comunità.
Questo blog nasce per parlare di tutto ciò che concerne il Giappone:luoghi da visitare,libri,film...tutto quello che può farci avvicinare almeno un pò alla cultura di questo Paese lontanissimo dal nostro.
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martedì 11 ottobre 2011
Aimai:l'ambiguità in Giappone
lunedì 26 settembre 2011
Il concetto di uchi e soto: i rapporti umani tra giapponesi
I giapponesi chiamano genericamente gaijin gli stanieri provenienti da altri paesi,non importa da quanto tempo vivano in giappone o quanto bene parlino il giapponese.I mariti a volte chiamano la moglie uchi no mono(persona di casa),la gente che non fa parte della famiglia è detta soto no hito(estranei,persone di fuori).
Questo modo di distinguere le persone riflette una dicotomia di base del pensiero giapponese,nota come uchi e soto(dentro e fuori).
Uchi può avere molteplici significati:dentro,la mia casa,il mio gruppo,mia moglie o mio marito. Soto,invece,può significare fuori,esterno,gli altri.
Nella quotidianità,i giapponesi compiono nette distinzioni tra le persone in relazione al fatto che appartengano al gruppo uchi o soto.
I giapponesi chiamano genericamente gaijin gli stanieri provenienti da altri paesi,non importa da quanto tempo vivano in giappone o quanto bene parlino il giapponese.I mariti a volte chiamano la moglie uchi no mono(persona di casa),la gente che non fa parte della famiglia è detta soto no hito(estranei,persone di fuori).
Questo modo di distinguere le persone riflette una dicotomia di base del pensiero giapponese,nota come uchi e soto(dentro e fuori).
Uchi può avere molteplici significati:dentro,la mia casa,il mio gruppo,mia moglie o mio marito. Soto,invece,può significare fuori,esterno,gli altri.
Nella quotidianità,i giapponesi compiono nette distinzioni tra le persone in relazione al fatto che appartengano al gruppo uchi o soto.
| Schema esemplificativo del concetto uchi\soto. |
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uchi e soto
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