giovedì 12 gennaio 2012

I samurai:nobili guerrieri o mercenari senza scrupoli?

Fotogramma del film'L'ultimo samurai'.

Il primo dovere di un samurai,un appartenente alla classe di guerrieri formatasi in Giappone nel XII secolo,consisteva nell'offrire fedeltà e servigi al padrone:'samurai' infatti deriva da una parola che significa 'servire'.Idealmente la fedeltà poteva spingersi sino all'essere pronti a sacrificare la propria vita,ma tra i samurai esistevano numerosi ranghi,e in genere solo i servitori ereditari arrivavano a farsi carico di un tale impegno.

T.Enami.Modello con armatura da samurai,1898-1900.

Da un punto di vista puramente pragmatico,i samurai erano mercenari professionisti,assolutamente inaffidabili che spesso curavano solamente i propri interessi,sino al punto di spingersi alla diserzione.
Il famoso codice di condotta dei samurai,il bushido,('la via del guerriero')si sviluppò nel corso dei secoli ma venne ufficialmente codificato solo nel XVII secolo.
Le intenzioni del codice sembrano essere quelle di fare apparire i samurai come modelli di moralità,rispondendo alle critiche di chi li riteneva dei parassiti.La loro figura venne perciò fortemente idealizzata.


I principali ideali del samurai includevano gaman(sopportazione),isshin(dedizione incondizionata)e makoto(sincerità).Inoltre dovevano avere un'austerità quasi zen,tollerando ogni difficoltà senza lamentele.
Anche se spesso erano colti e istruiti,e a volte siano stati paragonati ai cavalieri europei,la cavalleria per loro non è mai stata un principio basilare,e certamente non lo fu nei confronti delle donne.



Invece di corteggiarle,molti samurai le evitavano deliberatamente.
Ritenevano che una relazione con una donna (elemento yin),avrebbe indebolito la loro mascolinità(yang).Perciò molti samurai erano omosessuali o bisessuali.


I samurai privi di un padrone venivano chiamati ronin(vagabondi),agivano alla stregua di briganti e costituivano un vero e proprio problema sociale.



Ai samurai caduti in disgrazia spesso veniva chiesto di commettere un suicidio rituale per sventramento,inteso a mostrare la purezza dell'anima,che si riteneva risiedesse nello stomaco.
Gli occidentali hanno sempre chiamato questa pratica harakiri,mentre i giapponesi preferiscono usare il termine seppuku.Entrambi significano 'taglio dello stomaco'.

Fotografo sconosciuto.Modello vestito da samurai.1880-1890.

L'arma più conosciuta dei samurai era la katana,anche se nei primi secoli era molto usato anche l'arco.
I samurai,tra i più abili schermitori al mondo,erano imbattibili nei duelli.


Durante il periodo Meiji il governo,di cui peraltro facevano parte molti samurai,ritenne che un esercito di coscritti sarebbe stato più efficace come forza combattente unificante,e smantellò questa casta di guerrieri.
Tuttavia,gli ideali dei samurai vennero riportati in auge alla vigilia della guerra del Pacifico,e costituirono la base fondante della determinazione di molti soldati giapponesi.

Fonti:Giappone,Lonely planet.EDT,2008.

8 commenti:

  1. A me piace sempre immaginarli come nei classici film di cappa e spada, fedeli fino alla fine agli ideali del bushido.

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  2. Il tuo sara' uno dei prossimi blog che pubblicizzero' sulla pagina fb. Sempre precisa. Sempre interessante.

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  3. Credo sia d'obbligo citare il barone Raimund Von Stillfried come autore di almeno due di questi scatti (quelle mediani). Gli altri (il primo e l'ultimo) a chi sono accreditati si sa?

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  4. @automaticjoy:anche io li immagino così:ormai questo modo di vederli è entrato nell'immaginario collettivo!
    @Giappone Mon Amour:Grazie!Sei sempre troppo gentile!
    @Sunzi:grazie per la precisazione che mi dà modo di parlare delle foto,a mio avviso veramente notevoli.
    Le immagini nel post(a parte la prima in alto,un fotogramma del film 'L'ultimo samurai')sono una tipologia di foto molto in voga nel periodo Meiji.Colorate a mano, sono prodotte ad uso e consumo dei turisti. Di solito ritraggono ciliegi in fiore,geishe con kimono sontuosi e samurai.
    In questa pagina puoi trovare alcune informazioni interessanti:
    http://www.peabody.harvard.edu/node/84?q=node/164
    Riguardo gli autori degli scatti,in questi giorni farò qualche ricerca per vedere se è possibile attribuire loro un autore.
    Magari nascerà un post proprio dedicato a queste foto!

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  5. Io ho letto il libro Hagakure...bellissimo...grazie per questo post.

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  6. @MadameButterfly:cercherò Hagakurein libreria,mi hai incuriosito.Grazie per la visita!

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  7. Consiglio l'Hagakure commentato da Mishima, è molto interessante. Non presenta tutti i brani che si trovano in una edizione come quella Einaudi (che ancora non ho ma ho sfogliato, belliTTima).

    Sicuramente i samurai sono stati anche idealizzati... Con tutti i periodi di guerra che ha avuto il Giappone, alternati a momenti migliori, c'è di mezzo anche il discorso del "ah, i bei vecchi tempi", e anche l'Hagakure ha questo atteggiamento (anche se per un testo così delicato non possiamo parlare di "un" atteggiamento). E' interessante confrontare qualcosa come il "nostro" ciclo arturiano e della Tavola Rotonda, con la figura del samurai: pur essendo due ideali di "cavalleria", in un certo senso affini, si vede immediatamente che appartengono a mentalità totalmente diverse!

    Che ne pensi del film L'Ultimo Samurai? L'ho trovato così... triste (lacrime, sì, sulla carica finale). Il Giappone ha fatto cambiamenti molto brutali in così poco tempo, ed è impressionante la mancanza di un'idea di "persona", di "individuo". Mi è capitato molte volte di parlare con persone che hanno amiche e amici che vivono in Giappone, è molto dura crescere in Occidente e poi cercare di ambientarsi lì.

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    1. Dita Dinchiostro:grazie per il tuo bel commento e scusami per il mio imperdonabile ritardo nel risponderti,spero che da settembre riuscirò a seguire maggiormente il blog..
      Trovo molto interessante l'idea del confronto tra il ciclo arturiano e i samurai,a maggior ragione visto che si tratta di mondi totalmente differenti.
      L'ultimo samurai l'ho trovato un film ben fatto,anche se naturalmente molto triste,e riguardo il fatto di ambientarsi...credo che anche io lo troverò molto duro!;)

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