venerdì 25 novembre 2011

Yukio Mishima:14 gennaio 1925-25 novembre 1970



« La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre »
                
(Yukio Mishima, biglietto d'addio lasciato prima del suicidio rituale, il 25 novembre 1970)

E' il 25 novembre 1970.L'ultimo volume della tetralogiio Hojo no umi(Il mare della fertilità)è pronto,il fattorino della casa editrice verrà a ritirarlo in mattinata.
La mattina,spuntato il giorno,Yukio Mishima fa la doccia,si rade con cura e indossa l'uniforme  del Tate no kai,l'associazione degli scudi da lui stesso fondata.
Gesti quotidiani che non si ripeteranno più.Prima di uscire dallo studio,lascia un biglietto sulla scrivania:
« La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre ».
Mishima sarà morto prima della fine della mattinata.
Fuori,in una macchina,lo attendono quattro compagni,tra cui Masakatsu Morita,forse il suo giovane amante.Lo scrittore ha con sé una cartella di cuoio,dentro vi sono una preziosa spada del XVII secolo e una daga.
La macchina parte.Lungo la strada,passa davanti alla scuola in cui si trova Noriko,figlia maggiore di Mishima.Durante il tragitto,i cinque uomini cantano.
L'automobile si ferma di fronte al Ministero della Difesa.Yukio Mishima ha infatti un ultimo desiderio prima di compiere il seppuku:quello di parlare alle truppe,per denunciare lo stato deplorevole  in cui egli ritiene versi il Giappone.
Per farlo,ha bisogno dell'autorizzazione del generale comandante in capo,con cui è riuscito ad ottenere un appuntamento,col pretesto di fargli ammirare la sciabola,opera di un armaiolo famoso.
Mentre il generale ammira i delicati fregi dell'arma,due dei compagni lo immobilizzano e gli legano braccia e gambe.Mishima e gli altri due bloccano le porte.
I congiurati iniziano le trattative con l'esterno.Lo scrittore esige l'adunata delle truppe cui intende rivolgersi dal balcone.Se il generale rifiutasse di dare l'ordine,sarebbe giustiziato.
Fuori,i soldati,poco entusiasti di essere stati distolti dalla loro routine quotidiana,iniziano a radunarsi.



Mishima sale sulla balaustra:
"Vediamo il Giappone scivolare nel più assoluto silenzio dello spirito:la prosperità gli ha dato alla testa..Noi stiamo per restituirgli la sua immagine e moriremo facendolo.E' possibile che voi vi accontentiate di vivere accettando un mondo in cui lo spirito è morto?
I nostri valori fondamentali,i nostri valori autenticamente giapponesi,sono minacciati.In Giappone,l'Imperatore non ha più il posto che gli spetta.."
Dai soldati radunati sotto salgono insulti e parolacce verso di lui.Le ultime immagini  lo ritraggono col viso alterato nello sforzo di farsi sentire.Alle grida ostili si aggiunge il rumore di un elicottero,che vola sopra il cortile,in un assordante fragore di eliche.
Mishima riguadagna il balcone,seguito da Morita,rientra nella stanza del generale e si siede a terra a un metro da lui,e inizia il rito del seppuku.
Compie quegli stessi gesti che aveva eseguito anni prima nella pellicola Yukoko(Patriottismo),dove impersonava il luogotenente Takeyama.
Mishima aveva chiesto a Morita di non farlo soffrire lungamente.Il giovane gli cala la spada sul collo,ma le mani gli tremano,e riesce a infliggere all.'agonizzante solo ferite alla nuca e alla spalla.Finisce il lavoro uno degli altri compagni,Furukoga.
Nel frattempo Morita si siede a sua volta a terra,ma riesce ad infliggersi solo qualche brutto graffio all'addome.Un caso previsto dal codice samurai:il suicida troppo debole doveva essere immediatamente decapitato.Anche questa volta, il lavoro è compiuto da Furukoga.
Il generale si china per quanto glielo permettono le corde verso i corpi senza vita e mormora la preghiera buddista per i morti:"Namu Amida Butsu!"

"Era pazzo."dice il primo ministro,durante una conferenza stampa.
La madre di Mishima,ai visitatori venuti a rendere omaggio,si rivolge in questo modo:"Non compiangetelo.Per la prima volta in vita sua ,ha fatto ciò che desiderava fare."
Egli stesso aveva ammesso,nel 1969:"Se rivivo col pensiero gli ultimi 25 anni,il loro vuoto mi riempie di orrore.Posso appena dire di aver vissuto."
Anche nel corso di una vita eccezionale e gratificante,ciò che si desidera fare di rado viene compiuto e,dagli abissi o dalle sommità del Vuoto,ciò che è stato,o ciò che non è stato,sembra ugualmente sogno o miraggio.

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Bibliografia:Marguerite Yourcenar,1981.Mishima ou la vision du vide,Edition Gallimard

7 commenti:

  1. Su Mishima so pochissimo e devo assolutamente rimediare perché è una lacuna imperdonabile. Oltre alla sua figura di importante intellettuale una fine così teatrale invoglia decisamente ad approfondire il suo pensiero e gli ideali che l'hanno influenzato.

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  2. 日本の美しい姿を夢見た三島。しかし彼は本に『読まれた』男といわれています。

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  3. @Automaticjoy:per iniziare a leggere Mishima ti consiglio 'La voce delle onde',a mio avviso uno dei suoi romanzi più riusciti.E' edito dalla Feltrinelli e costa 7 euro.@Anonimo:ブログを読んでくれてありがとう.日本人三島さんが好きですか、きらぃてすか。Grazie della visita.I giapponesi apprezzano Mishima?

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  4. 日本人は三島由紀夫を海外の人ほど興味はないようです。偉大な作家ですが。彼は外国文化、英語に堪能で、最後は切腹でしたから。

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  5. Tra quelli che mi ricordo di aver letto ci sono "Confessioni di una maschera" e "Musica". Ma di lui non so molto, grazie per il bel post.

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  6. Per chi non conosce il giapponese,questa è la traduzione del commento di Anonimo:
    "I giapponesi non hanno un così grande interesse per Mishima.E' un grande scrittore che aveva una buona conoscenza della cultura occidentale e parlava fluentemente inglese,e il fatto di essersi ucciso tramite seppuku lo ha reso interessante agli occhi degli stranieri".
    In effetti,Mishima ha sempre avuto più successo fuori dal Giappone che non nella sua madrepatria..
    @Ciccola:grazie a te della visita!Come hai trovato "Musica"?Io non l'ho letto ma sto pensando di comprarlo...

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  7. Estremamente interessante il commento fatto dal giapponese.
    In effetti, leggendo i romanzi di Mishima si sente nettamente quanto abbia assorbito l'Occidente. Alcuni hanno una morbosità tutta particolare. E anche tutto lo scribacchiare di penne occidentali intorno al suo seppuku sembrano più chiacchera che altro... Mi è capitato di notarlo quando ho letto "La spada", edito dalla SE, con dentro il racconto omonimo e alcuni scritti su Mishima e sul suo gesto. A parte l'interesse per il modo in cui si è scritto, da occidentali, ho avuto l'impressione che, rispetto al racconto (che parla di un club di kendo), non si possa 'capire' proprio niente, tantomeno stando seduti a una scrivania. Per quante motivazioni si vogliano trovare e riflessioni fare, il seppuku è un gesto talmente "declinato al singolare" che è difficile "dirci qualcosa sopra", anche se Mishima lo ha coniugato con un proclama 'nazionalista'...
    E poi, 'egocentrico' come era, consegnando La decomposizione dell'angelo il mattino stesso ha detto lui l'ultima parola della sua vita e la Prima sulla sua morte. Non credo che qualcuno potrebbe aggiungere niente di interessante, oltre al finale di quel libro.
    :)

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